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Ordine medici Padova, troppa burocrazia mina qualità assistenza

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Roma, 21 feb. (Adnkronos Salute) - Troppa burocrazia negli studi dei medici con il risultato di mettere a rischio la qualità dell'assistenza.

A lanciare l'allarme l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Padova, che esprime "il profondo disagio dell’intera classe medica" di fronte alle nuove norme di certificazione online di malattia e sulla verifica da parte dei medici delle esenzioni dal ticket in base al reddito.

Secondo i camici bianchi, queste norme "hanno ulteriormente aggravato il carico burocratico già intollerabile della professione, sottraendo tempo e altre risorse all’attività di diagnosi e terapia, con il risultato di squalificare le prestazioni del medico e di minarne la fiducia da parte del cittadino".

L'Ordine di Padova sottolinea come l'invadenza delle 'scartoffie' "stia gradatamente privando la classe medica del controllo della propria attività lavorativa - si legge in una nota - che assume sempre di più la forma di un 'prestazionificio' nel mercato sanitario in cambio di un salario". Con conseguenze evidenti. A partire dal fatto che" l’unicità della persona e ogni elemento di personalizzazione vengono rimossi nella relazione medico paziente", che diventa sempre più un numero mentre le procedure diventano standard. Inoltre, con la burocratizzazione dei servizi sanitari c'è una pressione crescente a favore della produttività del medico spesso misurata in modo incongruo. "Il risultato nel medio-lungo periodo non è certo una migliore medicina, ma solo una quantità superiore che consente di realizzare gli obiettivi di efficienza del sistema, che non sempre coincidono con la efficacia e con un miglioramento delle condizioni di salute".

L'Ordine di Padova mette in guardia contro "un’impostazione politica di fondo che tende a ridurre la complessità degli intrecci medicina-sanità, a tecniche, procedure, standard, indicatori, proponendo soluzioni semplici ad una domanda di salute e di benessere che è quanto mai complessa e variegata. Il medico si trova quindi a pagare un prezzo altissimo in termini di delegittimazione sociale, e di contenzioso legale, e, per tutelarsi, non si deve dimenticare che spesso è costretto ad utilizzare pratiche professionali difensive". Secondo i camici bianchi, per rimettere il paziente al centro dell'assistenza "occorre ridefinire l’intero impianto assistenziale" e "vanno individuati con chiarezza gli obiettivi di salute da raggiungere".

La professione "è pronta a fare la sua parte perché efficienza, equità e solidarietà permangano principi ispiratori del servizio sanitario", ma i camici bianchi chiedono "nel contempo a politici ed amministratori di garantire la dignità e il decoro di chi la pratica", conclude la nota.