Una truffa in camice bianco

Pubblicità illecita. Si chiedono dati ma si vende pubblicità.
L'Ordine agli iscritti: "Vigilate con forza e usare massima cautela"
Il Gazzettino Padova - 26 aprile 2012
Di lettere sospette, che per l'Autorità garante della concorrenza e del mercato sono "pubblicità illecita e ingannevole", ne ha ricevute due anche lui. Così come centinaia di colleghi camici bianchi dislocati tra città e hinterland, tempestati da missive contenenti un messaggio ambiguo.
Per questo Maurizio Senato, presidente dell'Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Padova, invita a "vigilare con forza": attenzione puntata su un fantomatico "Registro italiano dei medici" che invia a tutti gli iscritti all'albo professionale (nominativi recuperati in modo improprio, anche se ottenere le liste è relativamente facile) una comunicazione con cui chiede dati e informazioni personali, per un ipotetico aggiornamento della propria banca dati.
La missiva arriva con Posta Target (sistema di posta massiva inviata per fini promozionali) ed è priva di mittente visibile sulla busta. Il contenuto ha un'apparenza piuttosto seria e si presenta come una richiesta di "Verifica dati / Conferma validità".
Ma attenzione: compilando i campi lasciati in bianco sul modulo formalmente si sottoscrive un ordine, per la bella cifra di 1.057 euro + iva. Di fatto si compra uno spazio pubblicitario sul loro sito. Non solo: l'ordine va incontro a rinnovo automatico annuale (scritto a margine in caratteri microscopici, contratto valido minimo tre anni, quindi oltre tremila euro sottratti con l'inganno), salvo disdetta tramite raccomandata entro 10 giorni dall'invio del modulo (peccato che spesso ci si accorga di ciò che si è firmato solo quando arriva a casa la fattura, e ormai troppo tardi). La società indicata come intestataria ha sede in Portogallo.
Il consiglio di Benato è uno solo: "massima cautela", anche perchè l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha vietato la diffusione di simili "solleciti", comminando alla società di Lisbona una sanzione pecuniaria di 100.000 euro. Ma il mittente sembra perseverare: alcuni medici padovani, distrattamente, ci sarebbero già cascati, vedendosi recapitare l'inaspettato, e salato, conto in ambulatorio. Il consiglio è stracciare la lettera, anche perché un eventuale contenzioso internazionale sarebbe complicato, e ulteriormente oneroso.
Federica Cappellato



ROVERSI Manuale medico di diagnostica e terapia Merqurio Editore XI ed.


