Sei qui: Home > ECM > Rassegna stampa

Nell'Ecm, valorizzare il capitale umano nonostante i tagli

Stampa  E-mail 

(e-dott giugno 2011)

 

È considerato uno dei sistemi di formazione continua tra i più avanzati al mondo, eppure anche l'Ecm è costretto a passare sotto la scure dei tagli alle risorse. Nel decreto legge 78/2010 si impone infatti una riduzione del 50% alla spesa per formare il personale della pubblica amministrazione. In questo cortocircuito, un sostegno arriva dagli sponsor commerciali, ma il rischio è di modificare i comportamenti professionali solo in senso marketing-oriented. Tra gli esperti il dibattito è aperto su quali strategie adottare per far sì che le organizzazioni sanitarie interpretino la formazione continua come un investimento, e allo stesso tempo i professionisti selezionino eventi Ecm capaci di garantire un ritorno a questo investimento.

 

Tre le soluzioni suggerite dalle evidenze scientifiche.
La prima: «integrare l'Ecm con le attività di sviluppo professionale continuo, perché le ripetute interazioni clinico-assistenziali costituiscono lo stimolo maggiore per approfondire conoscenze e competenze», rileva Nino Cartabellotta, direttore del centro studi Gimbe, Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze.
Secondo punto: stimolare nei professionisti la volontà di formarsi attraverso sistemi di pay-for-performance, che colleghino la retribuzione al raggiungimento di specifici livelli di qualità.
Terza ipotesi: definire standard di accreditamento professionale, prevedendo anche il periodico mantenimento dell'abilitazione. Secondo Cartabellotta, poi, i professionisti dovrebbero identificare con più attenzione i loro gap di conoscenza, e allo stesso tempo abituarsi a «formulare adeguati quesiti, ricercare nuove conoscenze, interpretarle e adottarle nelle proprie decisioni». Aspetti, questi, che rientrano nell'Evidence-based practice, indicata dalla nuova Ecm tra «le aree di particolare rilevanza per il Ssn e i Ssr».

Non mancano stimoli rivolti alle organizzazioni sanitarie, che dovrebbero davvero credere nell'Ecm come risorsa per portare l'assistenza a un livello di qualità eccellente. Inoltre, dovrebbero escogitare soluzioni per valutare l'efficacia dell'Ecm sui comportamenti professionali e sull'assistenza. Due aspetti, questi, sui quali manca ancora una misurazione.

 

A tutti i protagonisti coinvolti, poi, Cartabellotta suggerisce di impegnarsi a gestire con trasparenza i conflitti di interesse, che potrebbero essere veicolati dagli sponsor: «Questa formazione è gratuita, permette di sostenere l'Ecm senza gravare sul bilancio della pubblica amministrazione, ma rischia di avere un prezzo troppo alto sia per il sistema sanitario, sia per i pazienti».