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MOZIONI E ORDINI DEL GIORNO DEL CONSIGLIO - anno 2004 - Intervento del Presidente sul problema degli specializzandi

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INTERVENTO DEL PRESIDENTE SUL PROBLEMA DEGLI SPECIALIZZANDI

(Assemblea Ordinaria 2004)

Nel corso del 2003 c'è stata una nostra continua attenzione nei confronti dei colleghi in formazione specialistica presso la nostra Università.

Ricordo come il problema sia stato affrontato più volte anche nel passato mandato da parte di un Gruppo di lavoro individuato dal Consiglio ai sensi dell'art. 3 lettera g) del decreto luogotenenziale istitutivo 233/46 .

Sono state affrontate alcune tematiche relative al ruolo degli specializzandi presso le scuole di specialità della nostra Università e in particolare si è monitorato il problema dell'attività tutoriale durante il loro percorso formativo.

In considerazione della discrepanza esistente tra la normativa Europea ed il Regolamento della Facoltà di Medicina dell'Università di Padova sulle mansioni degli specializzandi, è stato acquisito il parere pro-veritate di un giurista.

La normativa europea, che prevede, tra l'altro che le attività assistenziali da parte del medico specializzando possono essere svolte solo in presenza , sotto il controllo e dietro la piena responsabilità del medico strutturato che ha funzione di tutor, è stata recepita dalla legislazione italiana che ne ha poi sospeso gli effetti fino all'entrata in vigore di un successivo decreto mai emanato ! Il Gruppo di lavoro, pur prendendo atto della non sussistenza allo stato attuale di presupposti certi per una azione eventuale giuridica, concluse di non ritenere corretto sul piano sciale, etico e professionale l'impiego improprio dei medici specializzandi da parte dell'Azienda Ospedaliera e dell'Università di Padova, che per un cavillo giuridico, espone i Pazienti ed i Medici Specializzandi a possibili rischi.

Il documento fu fatto proprio dal Consiglio Direttivo dell'Ordine il 2 aprile 2002 e fu trasmesso alle competenti Autorità con invito a correggere il Regolamento.

Questo problema prevalentemente professionale non può essere disgiunto dall'altro problema di riconoscimento di ruolo dei colleghi specializzandi in Italia.

Infatti nella legge finanziaria del 2003 non sono stati previsti finanziamenti del D.Lgs 368 del 1999 e di conseguenza non sembra essere consentita la stipula di contratti di formazione lavoro con i medici specializzandi.

Una risoluzione a tal proposito è venuta dalla maggioranza alla Camera che ha impegnato il governo a destinare gradualmente a partire dalla legge finanziaria per il 2004 e già con il prossimo documento di programmazione economica finanziaria d'intesa con la conferenza Stato-Regioni risorse finanziarie adeguate per i medici specializzandi ai fini della trasformazione delle loro borse di studio in contratti di formazione lavoro con quello che ne consegue in termini di anzianità previdenza assistenza lavoro.

Per quanto riguarda l'aspetto previdenziale il pronto interessamento del nostro Ordine presso l'ENPAM su di una presunta obbligatorietà di versamento previdenziale sul fondo A per la quota B pari a 12.5% ha sortito una delibera che chiarisce la sola possibilità volontaria di versamento per tutti gli emolumenti derivanti da borse di studio , tirocinio teorico – pratico in Medicina generale assegni di studio e ricerca presso le università.

Di questo e' stata data nei limiti imposti dalle scadenze pronta comunicazione appena conosciuta la risoluzione del nostro ENTE previdenziale.

Voglio qui ricordare che i medici specializzandi italiani nel periodo della loro formazione percepiscono una borsa di studio di circa 800 Euro mensili non hanno diritto a ferie indennità di maternità e malattia.

Va detto che è possibile aprirsi un fondo previdenziale presso il fondo A quota B che a nostro avviso potrebbe risultare vantaggioso perché con pochi EURO di versamento si potrebbero riscattare di fatto gli anni di specializzazione .

I nostri consulenti sono a disposizione dei colleghi interessati.

Il Consiglio Direttivo di Padova fa proprie le istanze di questi giovani colleghi ai quali va il nostro apprezzamento e la sentita solidarietà di fronte al fatto che le loro rivendicazioni appaiono volte a restituire dignità giustizia a questi colleghi in formazione .

Un altro problema presentano le 13 Scuole di specialità non a norma sulla base dell'allegato C alla direttiva 93/16/2001come modificata dalla 2001/19/Ce e che rappresentano circa un quarto di tutte le specialità attivate presso le Università Italiane anche nell'ultimo anno accademico per un totale di circa 600 borse di studio assegnate dal Ministero della pubblica Istruzione.

Queste scuole sono state attivate per specifiche esigenze del SSN come da D.Lgs 368/1999 e non sarebbero tenute ad ottemperare le direttive UE, con conseguenze negative sulla libera circolazione delle professioni.

Tra queste: audiologia e foniatria, genetica medica, igiene e medicina preventiva, medicina dello sport, medicina di comunità, medicina legale, neurofisiopatologia, oncologia, psicologia clinica, scienza dell'alimentazione e tossicologia medica.

Per l'Europa questi colleghi sono privi di specializzazione.

Si impongono soluzioni appropriate ma soprattutto comunicazione chiare ai medici afferenti a queste specialità.

 

 

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