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Anaao, favorevoli a cambiare sistema formativo medici specializzandi

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Roma, 20 set. (Adnkronos Salute) - Favorevoli alla "modifica di un sistema formativo medico post laurea da tempo insufficiente, per quantità e qualità, rispetto alle esigenze di un moderno sistema sanitario".

Si esprime così il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise sulla proposta del ministro della Salute Ferruccio Fazio che consentirebbe agli specializzandi, dal terzo anno, di essere assunti con contratto a tempo determinato, all'interno del Servizio sanitario nazionale. Una misura che avrebbe dovuto essere già contenuta in un emendamento al Ddl sulle sperimentazioni cliniche in discussione alla Camera, ma che non ha ottenuto parere preventivo della commissione Bilancio.

E ora sarà probabilmente ripresentata in un altro provvedimento. A oggi la formazione medica post laurea in Italia è caratterizzata, spiega Troise, da "un'eccessiva durata (11-12 anni), che ritarda l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro ad una età in cui in Europa i loro coetanei raggiungono elevati livelli di carriera e la carenza di attività formativa sul campo. Con la conseguenza, come denunciano gli stessi specializzandi, di consegnare, tardi, al sistema sanitario un 'prodotto grezzo', cui per altri 5 anni non è possibile conferire incarichi di alta specializzazione o gestionali.

E' un segno dei tempi che chi da anni usa i medici specializzandi come forza lavoro, occulta e a basso costo, per produrre i volumi di attività che giustificano l'esistenza delle strutture universitarie, oggi gridi allo 'sfruttamento' da parte degli ospedali".

L'obiettivo del cambiamento, però, continua il leader sindacale in una nota, "non deve, certo, essere assicurare mansioni subalterne al servizio sanitario quanto creare le condizioni per un graduale e reale processo di acquisizione 'sul campo' di autonomia professionale dei medici, anticipandone l'ingresso nel mondo del lavoro con vantaggi previdenziali, assistenziali e professionali, e recuperare al sistema sanitario un ruolo formativo che integri e non sostituisca quello universitario, senza pregiudicare la possibilità di inserimento di personale attualmente precario evitando fenomeni di dumping sul costo. In un mondo che cambia, la sfida è per tutti e la conservazione non salva né gli ospedali né le facoltà".