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Fatturazione elettronica: emissione e trasmissione della
fattura nel regime Iva ordinario e agevolato

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo generalizzato di emissione della fattura elettronica a partire al 1° gennaio 2019secondo le modalità individuate dal provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018. La fattura elettronica non è però una novità assoluta, essa infatti ha trovato la prima applicazione a partire dal 2015 per tutte le operazioni effettuale nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, mentre nelle operazioni tra privati l’emissione della fattura elettronica è stata introdotta in via facoltativa a partire dal 2017. Ora l’ambito della fatturazione elettronica viene ampliato a tutte le transizioni segnando una svolta epocale nell’ambito fiscale.
Molteplici sono i vantaggi che ne derivano in un’ottica di efficace ed efficiente gestione della contabilizzazione che viene notevolmente velocizzata riducendo il rischio di errore in fase di elaborazione delle informazioni. Viene inoltre migliorata l’efficienza nei rapporti commerciali tra cliente e fornitore i quali possono, con estrema facilità, consultare e acquisire copia delle proprie fatture elettroniche emesse e ricevute attraverso l’apposito servizio online fornito dall’Agenzia delle entrate.
Quanto alla definizione di fattura elettronica nella nuova versione dell’art. 21 del Dpr 633/72, essa viene definita tale se emessa e ricevuta in formato elettronico, pertanto non importa il formato utilizzato per la sua creazione, ma che la stessa sia elettronica (ossia nel formato XML) al momento della sua trasmissione, o ricezione da parte del destinatario.
Con particolare riferimento a coloro che operano nel “regime di vantaggio” o che rientrano nel “regime forfettario” si precisa chegli stessi sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica, ma possono decidere facoltativamente di emettere fatture elettroniche seguendo le disposizioni contenute nel provvedimento del 30.04.18. Ne consegue che un’impresa non può pretendere la fattura elettronica da un fornitore che ha aderito ad un regime di vantaggio poiché trattasi di soggetti espressamente esonerati dall’obbligo di trasmissione della fattura elettronica. Di conseguenza i soggetti interessati continueranno ad emettere le fatture e a farle pervenire al consumatore finale o al soggetto titolare di partita IVA, fornendo una copia cartacea della fattura stessa eventualmente recapitata a mezzo posta ordinaria o elettronica.
Per quanto riguarda le fatture ricevute, dal momento che tutti gli altri soggetti titolari di partiva IVA sono tenuti ad emettere la fattura elettronica incluso quando l'emissione avviene nei confronti di soggetti di titolari di partita IVA in regime di minimi e forfetari e soggetti privati, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che in queste ipotesi la fattura è recapitata al destinatario attraverso la messa a disposizione del file nell'apposita area web riservata dell'Agenzia delle Entrate.
Esclusa la particolare casistica dei regimi agevolati, tutte le altre fatture devono essere emesse in formato elettronico e soprattutto devono essere inviate al Sistema di interscambio (Sdi). Tale invio può avvenire direttamente o attraverso un intermediario. Il Sdi si occuperà di controllare le fatture emesse, acquisendo i dati fiscalmente rilevanti per possibili future operazioni di accertamento, procederà con il controllo e in caso di esito positivo, con la successiva trasmissione al destinatario. Le fatture in formato elettronico devono essere emesse anche nei confronti dei consumatori finali “privati”. In questa ipotesi il codice destinatario da indicare nel file in formato XML sarà convenzionalmente composto da 7 zeri mentre il campo del codice fiscale verrà compilato con quello del cliente.
Per quanto riguarda la trasmissione della fattura elettronica, occorre fare nuovamente un distinguo, se il cliente non possiede partita iva l’Agenzia delle entrate impone l’obbligo di consegna di una copia della fattura elettronica che dovrà essere rilasciata immediatamente, o in forma cartacea o via e-mail salvo rifiuto a riceverla da parte del cliente.
Mentre se il soggetto è titolare di partita iva la trasmissione potrà a sua volta avvenire secondo tre modalità: utilizzo della posta elettronica certificata, attraverso il canale telematico FTP o web service.
In ogni caso un duplicato della fattura è sempre a disposizione nel portale “fatture e corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle entrate, qui, sia fornitore che cliente, anche privato, potranno facilmente individuare le fatture elettroniche consegnate. Quanto alla procedura pratica, i soggetti titolari di partita Iva sono tenuti prima di tutto a scegliere il canale di trasmissione e di ricezione delle fatture.
Per la trasmissione delle fatture, l’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione gratuitamente una procedura web, un’applicazione per dispositivi mobili (app) e un software specifico da installare su pc. Si tratta di una soluzione particolarmente utile per i contribuenti di dimensioni più piccole, ma rimane comunque la possibilità di ricorrere alla posta elettronica certificata e ai software di mercato. Quest’ultima modalità, che comprende a sua volta il modello web service e il sistema di trasmissione dati tra terminali remoti (canale FTP), richiede però un preventivo processo di accreditamento al Sdi per identificare il trasmittente e consentire il dialogo tra l’infrastruttura informatica del soggetto trasmittente e quella del Sdi.
Per quanto riguarda invece il canale di ricezione, le fatture possono essere recapitate ai clienti soggetti Iva attraverso posta elettronica certificata, modello web service e sistema basato su protocollo FTP. Ancora una volta il modello web service e il canale FTP richiedono un preventivo processo di accreditamento al Sdi. In genere l’accreditamento viene richiesto direttamente all’intermediario, ossia alla società che offre il servizio telematico.
Nel caso in cui si optasse per la modalità di ricezione via pec, si dovrà necessariamente utilizzare anche un software apposito che permetta di acquisire l’originale della fattura in formato .xml e tradurlo in file leggibile.
Per facilitare la ricezione delle fatture, l’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione sul proprio portale un servizio di registrazione che permette al cessionario e al committente di comunicare allo Sdi l’indirizzo telematico presso cui desidera ricevere le fatture, ossia la casella di posta elettronica certificata o il canale telematico. In questo modo chi emette la fattura non dovrà far altro che indicare la p. iva del cessionario, lo SdIassocerà automaticamente l’identificativo al canale scelto per la ricezione. Se il cliente non si è censito il fornitore potrà trasmettere il file inserendo alternativamente in fattura il codice destinatario, l’indirizzo Pec o solo il codice “0000000” in mancanza dell’indirizzo pec e del codice destinatario.
In quest’ultima ipotesi il SdI, non potendo inoltrare la fatturadirettamente al cliente, la renderà disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle entrate e sarà compito del fornitore comunicare tempestivamente al cliente della disponibilità della stessa nell’area riservata.
La registrazione può essere effettuata anche per il tramite di intermediari abilitati mediante la compilazione di un’apposita delega.
Infine, l’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione anche un servizio per la generazione del “QR-Code”, codice a barre bidimensionale che identifica ciascun soggetto iva nei confronti del proprio fornitore. Il QR-Code è utile a consentire un’immediata identificazione del soggetto passivo nei confronti del fornitore al fine di ridurre gli errori nella predisposizione della fattura.
Esso può essere generato accedendo al portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle entrate o accedendo al proprio cassetto fiscale direttamente dal soggetto interessato o per mezzo di un intermediario abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni.
Il codice generato potrà essere mostrato ai fornitori che, attraverso appositi lettori, acquisiranno automaticamente le informazioni anagrafiche Iva.

 

Dott.ssa Cristina Rigato
Consulente Fiscale OMCeO Padova