“Prevedere che la remunerazione annua omnicomprensiva, di importo pari a 11.000 euro, sia riconosciuta indipendentemente dalla presentazione o meno di domanda giudiziale per il riconoscimento retroattivo di remunerazione o risarcimento del danno”.

Un mancato aumento del Fondo sanitario nazionale pari a un miliardo e mezzo di euro in meno di quelli previsti: è questo, secondo un articolo pubblicato oggi su La Stampa, l’intento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che dovrebbe essere esplicitato nell’ambito dell’incontro odierno tra il Ministro Padoan,  il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il Ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi.

“La FNOMCeO si oppone a quello che, negli esiti, sarebbe l’ennesimo taglio alla Sanità e che metterebbe a rischio, nella loro sostanza, i nuovi LEA, già approvati dal Governo, in particolare tutto il nuovo Piano Vaccini, l’inserimento di 110 malattie rare, l’esenzione dal ticket per alcune patologie – afferma il Presidente della Federazione, Roberta Chersevani – per non parlare del blocco del turnover di medici e infermieri, già in atto da anni”.

“Già il Consiglio nazionale del 9 luglio scorso aveva approvato un Ordine del Giorno in cui si rilevavano ‘le difficoltà in cui versa la Sanità italiana’, dovute in particolare a ‘un quinquennale periodo di definanziamento’   ed evidenziava il fatto che ‘in conseguenza dei tagli alla Sanità cala l’aspettativa di vita, si fa meno prevenzione e si muore prima’ - continua Chersevani – auspicando invece ‘un aumento del finanziamento del SSN adeguato e coerente con le sue finalità istitutive e una sua equa ripartizione in Sanità e che questo avvenisse attraverso una revisione dei criteri di attribuzione delle risorse, in nome e in coerenza  con l’articolo 3 della Costituzione italiana, secondo cui è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza dei cittadini’”.

“È dunque nel rispetto del mandato ricevuto da tutto il Consiglio Nazionale – conclude – che la FNOMCeO  sollecita il Governo e le Regioni a garantire come priorità il diritto alla Salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione, anche  rivedendo i criteri e i meccanismi di distribuzione delle risorse sull’intero territorio nazionale”.

 

Comunicato del 13 ottobre 2016

Estendere l'uso del Sofosbuvir, il nuovo farmaco che annulla la presenza del virus dell'epatite C nel sangue, a tutti i malati che ne abbiano l'indicazione clinica - e non solo ai casi più gravi - in modo da eradicare il virus.