L’ESPERTO Don Dante Carrara : «Capisco la preoccupazione per questo virus, ma in Italia vengono seguite le linee guida nazionali e internazionali che ci mettono al riparo dai grandi rischi»

L'ordinanza anti Ebola non convince Cuamm e Ordine dei medici. Seppur con molte cautele, ieri a bocciare il provvedimento firmato giovedì scorso dal sindaco Massimo Bitonci ha provveduto il direttore di Medici con l'Africa Cuamm don Dante Carraro a margine di un convegno su "Cooperazione internazionale e tutela della salute" organizzato all'Accademia galileiana dall'Ordine dei Medici.
«La preoccupazione nei confronti di questo virus è più che comprensibile - ha spiegato don Carraro che venerdì notte è tornato da un viaggio in Africa che ha toccato Etiopia, Mozambico e Angola - fortunatamente però in Italia vengono seguite delle linee guida nazionali e internazionali molto buone che ci mettono al riparo da grandi rischi».
Fatta la premessa, don Carraro non si è sottratto ad entrare nel merito dell'ordinanza voluta da Bitonci: «L'Ebola diventa trasmissibile solo quando il paziente
infetto supera i 38,6 gradi di temperatura corporea. A fronte di questo, un certificato medico perde ogni senso. Un certificato che potrebbe essere fatto quando il paziente non ha la febbre e che tre ore dopo potrebbe non valere nulla». Sulla stessa lunghezza anche il presidente dell'Ordine dei Medici Maurizio Benato: «Per prevenire l'infezione vengono già adottate delle linee guida nazionali che, a loro volta, adottano le prescrizioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Linee guida che, se seguite, garantiscono elevati standard di sicurezza. Non credo dunque servano delle ordinanze specifiche. Ordinanze che rischiano di rivelarsi marginali e senza una finalità pratica».
Durante il convegno Benato ha poi insistito sull'importanza della cooperazione internazionale anche dal punto di vista sanitario. «Favorire l'opportunità di accesso alle cure per gli esseri umani è un tema dalle forti implicazioni etico professionali. La salute - ha spiegato il presidente dell'Ordine dei Medici - dovrebbe essere un obiettivo di coesione mondiale. Un obiettivo da perseguire in termini globali. Un bene per il cui operare, o meglio cooperare, con l'impegno e il contributo di tutti e ad ogni livello: di competenze, di mezzi, di tecnologia, di studio, di responsabilità, di stanziamento di risorse, in modo esplicito e programmato perché la salute è un bene indivisibile che appartiene a tutto il genere umano».
Alberto Rodighiero
Il Gazzettino Padova - 19 ottobre 2014