L'istituzione dell'Educazione Continua in Medicina ha rappresentato una scelta finalizzata soprattutto al miglioramento dell'assistenza sanitaria e della qualità delle prestazioni erogate ai cittadini. Da questa motivazione è derivata come naturale conseguenza il principio dell'obbligatorietà dell'aggiornamento e della formazione permanente, nonché l'estensione della stessa a tutti gli operatori sanitari e non solo ai medici. Gli obiettivi che la Formazione continua propone sono sinteticamente: * mantenimento della motivazione alla professione di tutti gli operatori sanitari;
* adeguamento della capacità professionale dei singoli al loro livello di maturazione;
* adeguamento al rapido progresso delle conoscenze e delle tecnologie sanitarie;
* miglioramento continuo dell'organizzazione, del rendimento e dell'economia dell'intero sistema sanitario. La formazione deve essere considerata come la possibilità di aumentare la capacità di risposta ai bisogni del cittadino, in modo da poter assicurare, in una prospettiva di continuo miglioramento il ragionato passaggio, fondamentale in ogni nuova organizzazione, tra passato e futuro, innovando avendo sempre riguardo alle esperienze acquisite. La formazione in sanità è, quindi, un percorso obbligato, in quanto collegato alla crescita professionale degli operatori, diretto a sviluppare un'importante azione di adeguamento delle capacità e competenze alle esigenze della collettività. Sotto questo profilo tutti i provvedimenti che riguardano la formazione costituiscono un investimento finalizzato alla valorizzazione del capitale umano del quale accresce la disponibilità ad operare con alti livelli di motivazione. Al di là delle difficoltà di carattere oggettivo legate alla gestione del sistema e del relativo dispendio di energie, il settore deve confrontarsi con tutta una serie di criticità fra cui si segnalano l'assenza di una adeguata razionalizzazione dei fondi, il metodo di contabilizzazione e la mancanza di un efficiente monitoraggio delle spese. In questo contesto andranno affrontati e risolti in modo espresso e senza ambiguità gli aspetti relativi ai rapporti tra provider pubblici e privati e sponsorizzazioni all'ECM. In questo quadro è necessario un impegno per addivenire ad una puntuale disciplina delle sponsorizzazioni e prefigurare le fattispecie che danno luogo al conflitto d'interessi. La sperimentazione finora eseguita ha fornito indicazioni preziose alla luce delle quali è possibile adottare provvedimenti per semplificare il sistema e renderlo ancora più trasparente. Il ruolo riconosciuto alle Regioni nelle predette intese non è solo coerente con l'attuale assetto costituzionale, ma permette una migliore penetrazione del programma di formazione continua sul territorio, dove peraltro la necessaria e dovuta partecipazione degli Ordini e dei Collegi professionali garantisce l'uniformità nella qualità dei programmi. Il Piano Nazionale dell'Aggiornamento, come affermato nell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, costituisce il presupposto necessario “per l'individuazione degli strumenti condivisi per il contenimento della dinamica dei costi, il miglioramento qualitativo dei servizi e la riduzione della spesa inappropriata, nel rispetto del principio della uniforme ed appropriata erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) sul territorio nazionale, di cui al d.P.C.M. 29 novembre 2001 e successive modifiche ed integrazioni” . Si tratta, quindi, di ripensare l'assetto istituzionale ed organizzativo dell'Educazione Continua in Medicina, per fissare con chiarezza il riparto di competenze tra Stato e Regioni in tema di aggiornamento professionale successivo alla formazione di base, in modo tale che nei prossimi anni il processo di educazione continua in medicina una volta portato a regime, risponda a criteri di efficienza ed adeguatezza.