La Fnomceo risponde ad alcune richieste di delucidazioni, pervenute da parte degli Ordini, in merito al pagamento della tassa d’iscrizione all’Albo da parte dei sanitari che inoltrino la relativa domanda.

L’articolo 4, comma 2, del D.Lgs.C.P.S. n. 233/46, nella sua formulazione antecedente alla entrata in vigore della L. 11 gennaio 2018, n. 3, stabiliva testualmente: “Il Consiglio, entro i limiti strettamente necessari a coprire le spese dell’Ordine o Collegio, stabilisce una tassa annuale, una tassa per l’iscrizione nell’albo, nonché una tassa per il rilascio dei certificati e dei pareri per la liquidazione degli onorari”.

A seguito dell’entrata in vigore della cd. legge Lorenzin, la suddetta norma è stata oggetto di modifica. Stabilisce, infatti, il novellato articolo 3, comma 1, lettera g), della legge istitutiva che il Consiglio direttivo di ciascun Ordine propone all’approvazione dell’assemblea degli iscritti “la tassa annuale, anche diversificata, tenendo conto delle condizioni economiche e lavorative degli iscritti, necessaria a coprire le spese di gestione, nonché la tassa per il rilascio dei pareri per la liquidazione degli onorari”, eliminando di fatto ogni riferimento alla tassa d’iscrizione all’Albo. Da ciò non può non desumersi che la tassa d’iscrizione all’Albo sia stata soppressa e che, pertanto, a partire dalla entrata in vigore della suddetta L. n. 3/2018, non debba più essere riscossa dagli Ordini nei casi di istanze di iscrizione all’Albo.

Resta ferma, comunque, la possibilità di richiedere, oltre ai pagamenti della tassa di concessione governativa e della tassa annuale, eventuali diritti di segreteria che verranno trattenuti anche in caso di rigetto della domanda di iscrizione.