Si segnala per opportuna conoscenza che l’Assemblea della Camera dei deputati nella seduta del 23 giugno 2021 ha approvato in prima lettura il disegno di legge indicato in oggetto. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato della Repubblica (Atto Senato 2305).

Si riportano di seguito le disposizioni di maggiore interesse relative al disegno di legge indicato in oggetto così come illustrate nel dossier dei Servizi e degli Uffici del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

Articolo 1 (Lauree magistrali abilitanti all'esercizio delle professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario e psicologo)

Il comma 1 dell'articolo 1 prevede che l'esame finale per il conseguimento delle lauree magistrali a ciclo unico in odontoiatria e protesi dentaria (classe LM-46), in farmacia e farmacia industriale (classe LM-13), in medicina veterinaria (classe LM-42) nonché della laurea magistrale in psicologia (classe LM-51) abilita all'esercizio delle professioni, rispettivamente, di odontoiatra, di farmacista, di veterinario e di psicologo. In base alla normativa vigente, l'abilitazione all'esercizio professionale della professione sanitaria di odontoiatra è prevista all'articolo 1 della L. 24 luglio 1985, n. 409, come modificato dall'articolo 13 della legge comunitaria 2002 (L. n. 14/2003), che ha istituito tale professione sanitaria. Per l'esercizio della stessa, infatti, occorre, oltre al possesso del diploma di laurea in odontoiatria e protesi dentaria, la relativa abilitazione all'esercizio professionale, conseguita a seguito del superamento di apposito esame di Stato. Per disciplinare gli esami di abilitazione all'esercizio della professione di odontoiatra il Ministero dell'università e della ricerca ha approvato il D.M. dicembre 1985, definendo le prove orali e pratiche e la durata delle stesse, da svolgersi ogni anno in due sessioni indette unitamente a quelle per altre professioni, tra cui le professioni di farmacista e veterinario. Il comma 2 dello stesso art. 1 dispone che, nell'ambito delle attività formative professionalizzanti previste per le predette classi di laurea magistrale, almeno 30 crediti formativi universitari vengono acquisiti con lo svolgimento di un tirocinio pratico-valutativo interno ai corsi di studio. Le specifiche modalità di svolgimento, valutazione e certificazione del tirocinio sono previste nell'ambito della disciplina delle citate classi e dei regolamenti didattici di ateneo dei relativi corsi di studio. Su quest'ultimo profilo interviene, più in generale, l'articolo 3, comma 2. Al riguardo si ricorda, che già l'art. 102 del DL. 18/2020 (L. 27/2020) ha introdotto, a regime, il valore abilitante della laurea magistrale in medicina e chirurgia (classe LM/41) per poter fare fronte più tempestivamente alle criticità del Servizio sanitario nazionale a seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 mediante personale medico abilitato. In particolare, l'idoneità conseguita al termine del tirocinio pratico-valutativo svolto nell'ambito del medesimo corso di laurea costituisce abilitazione all'esercizio della relativa professione.

Articolo 3 (Adeguamento dei corsi di studio delle classi di laurea magistrale e di laurea professionalizzante abilitanti)

L'articolo 3 riguarda l'adeguamento dei corsi di studio delle classi di laurea magistrale e di laurea professionalizzante rese abilitanti. In particolare, il comma 1 prevede che gli esami finali delle classi di laurea magistrale e di laurea professionalizzante abilitanti, di cui, rispettivamente, agli artt. 1 e 2, comprendono lo svolgimento di una prova pratica valutativa tesa ad accertare le competenze tecnico-professionali acquisite con il tirocinio svolto nell'ambito del corso di studi. A tal fine, la commissione giudicatrice è integrata da professionisti di comprovata esperienza designati dalle rappresentanze nazionali dell'ordine o del collegio professionale di riferimento.

Articolo 4 (Ulteriori titoli universitari abilitanti)

L'articolo 4 delinea un procedimento per rendere abilitanti all'esercizio delle professioni regolamentate -senza l'ulteriore intervento della fonte primaria – ulteriori titoli universitari che attualmente consentono l'accesso agli esami di Stato per lo svolgimento delle professioni per le quali non è richiesto lo svolgimento di un tirocinio post lauream. In particolare, in base al comma 1, gli ulteriori titoli universitari possono essere resi abilitanti, con regolamenti di delegificazione (art. 17, co. 2, L. 400/1988), da emanare su proposta del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro vigilante sull'ordine o sul collegio professionale competente: su richiesta delle rappresentanze nazionali degli ordini o dei collegi professionali di riferimento; su iniziativa del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro vigilante sull'ordine o sul collegio professionale competente, sentito il medesimo ordine o collegio professionale. Il comma 2 prevede che i citati regolamenti di delegificazione debbano anche, analogamente a quanto previsto dall'art. 3, comma 1, del disegno di legge: prevedere lo svolgimento di un tirocinio pratico-valutativo interno ai corsi di laurea; disciplinare gli esami finali per il conseguimento della laurea abilitante, includendovi lo svolgimento di una prova pratica valutativa; integrare la composizione delle commissioni giudicatrici con professionisti di comprovata esperienza designati dagli ordini o dai collegi professionali o dalle relative federazioni nazionali; prevedere che i titoli universitari conclusivi dei corsi di studio abbiano valore abilitante all'esercizio della professione. Il comma 3, conformemente a quanto previsto dall'art. 17, co. 2, della L. 400/1988, delinea le norme generali regolatrici della materia cui il Governo dovrà adeguarsi nell'emanazione dei regolamenti. In particolare, i regolamenti di delegificazione dovranno: coordinare la disciplina vigente dettata in attuazione della legge di riforma del settore universitario (legge n. 4 del 1999) per quanto riguarda gli ordinamenti professionali (lett. a); semplificare le modalità di svolgimento del tirocinio pratico-valutativo e della prova pratica-valutativa(lett. b); determinare l'ambito delle attività professionali in relazione alle rispettive classi di laurea (lett. c); intervenire sulla struttura degli albi, ordini o collegi (eventualmente sopprimendo o istituendo apposite sezioni) in relazione all'ambito delle diverse attività professionali (lett. d); uniformare i criteri di valutazione di tirocinio e prova pratica (lett. e); prevedere che la commissione giudicatrice - integrata ai sensi del comma 2 - abbia una composizione paritetica (lett. f). Infine, il comma 4, analogamente a quanto previsto dall'art. 3, co. 2 e 3, del disegno di legge, demanda ad un decreto del Ministro dell'università e della ricerca ed a decreti rettorali, rispettivamente, l'adeguamento della disciplina delle classi dei titoli universitari e l'adeguamento dei regolamenti didattici di ateneo.

Articolo 6 (Disposizioni transitorie e finali)

L'articolo 6 reca disposizioni transitorie e finali. Anzitutto, il comma 1 dispone che la disciplina recata dagli articoli 3, 4 e 5 si applica a decorrere dall'a.a. successivo a quello in corso alla data di adozione dei decreti rettorali di adeguamento dei regolamenti didattici di ateneo. Precisa, altresì, che la stessa disciplina riguarda i corsi di studio attivati dalle università statali e non statali legalmente riconosciute, comprese le università telematiche, previo accreditamento dei medesimi corsi di studio abilitanti. Il comma 2 dispone che, con uno o più decreti del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro vigilante sull'ordine o sul collegio professionale competente, e sentite le rappresentanze nazionali del medesimo ordine o collegio professionale, sono stabilite modalità semplificate di espletamento dell'esame di Stato per coloro che "hanno conseguito" i titoli di studio di cui al testo in commento sulla base dei previgenti ordinamenti didattici non abilitanti. A tal fine, le università riconoscono le attività formative professionalizzanti svolte durante il corso di studi o successivamente al medesimo.

 

pdf Allegato a Comunicazione n.142  - Disegno di legge - 2751 (204 KB)