La chiamano “la malattia invisibile”, perché non è direttamente rilevabile con gli esami di laboratorio né con quelli radiologici, e perché chi ne soffre è apparentemente sano e non viene “preso sul serio” nell’ambiente familiare, relazionale, di lavoro, a volte persino dal medico stesso.

Eppure, sono almeno due milioni – ma si stima che i casi, riconosciuti e non, siano il doppio-, e per la stragrande maggioranza donne, gli italiani che soffrono di “fibromialgia”, con conseguenze anche invalidanti.

Dolore muscolare diffuso, che aumenta con la stimolazione di precisi punti, i “tender points”, localizzati alle inserzioni dei muscoli nelle articolazioni, ad esempio alla nuca, al collo, alle spalle – in questo caso, si parla di “Sindrome di Atlante” - alla schiena, al gomito; stanchezza cronica, presente sin dal mattino e che aumenta nel corso della giornata; sonno non ristoratore con frequenti risvegli: sono questi i principali sintomi della Sindrome fibromialgica, spesso accompagnati da cefalea dovuta alla tensione muscolare, da ansia e depressione.

Di genesi multifattoriale, la fibromialgia può definirsi una malattia reumatica “sui generis”, perché è caratterizzata da dolore ma è scevra da manifestazioni infiammatorie. Per curarla, si utilizza oggi un approccio integrato tra farmaci allopatici – soprattutto miorilassanti e ricaptatori della serotonina e della noradrenalina – e terapie non convenzionali.

Proprio a questo approccio terapeutico integrato sarà dedicato, il 7 settembre, a Padova (nell’Aula Magna della Croce Verde) il Workshop Sindrome fibromialgica – approccio convenzionale e non convenzionale” , organizzato dall’Airas, l’Associazione italiana per la Ricerca e l’Aggiornamento scientifico, che dal 1986 studia proprio le terapie non invasive.

Ad aprire i lavori, in rappresentanza della FNOMCeO, il suo vicepresidente Maurizio Benato, che l’Ufficio Stampa intervisterà a breve. A seguire, verranno presentate le metodiche diagnostiche, le terapie farmacologiche e quelle non farmacologiche: il supporto cognitivo – comportamentale, l’agopuntura, le tecniche di riabilitazione, l’auricoloterapia.

“Si tratta di uno dei primi Convegni in Italia sulla Medicina integrata – spiega Maurizio Benato dopo lo storico accordo dell’8 febbraio scorso in Conferenza Stato-Regioni, che ha dato un senso di ufficializzazione e di riconoscimento nazionale a cinque discipline complementari, l’agopuntura, la fitoterapia, l’omeopatia, l’omotossicologia e l’antroposofia, tutte del resto presenti tra quelle già individuate dalla FNOMCeO a Terni, nel 2002, come atti medici, meritevoli di essere regolamentate per legge”.

E proprio lo scorso agosto, poco prima della sospensione dei lavori per le ferie estive, la Commissione Igiene e Sanità del Senato ha iniziato la discussione dei Disegni di Legge dei disegni di legge nn. 225, 254, 256 e 429 in materia di medicine non convenzionali. Ora un Comitato ristretto è al lavoro per preparare un testo base, unificando i quattro Disegni di Legge insieme a un quinto, il n. 768.

L’Ufficio Stampa approfondirà anche questi aspetti, insieme a Dario Chiriacò, Coordinatore del Gruppo di Lavoro della FNOMCeO sulle Medicine non Convenzionali, e al vicepresidente dell’Airas Francesco Ceccherelli, responsabile scientifico dell’evento di Padova, uno dei primi agopuntori italiani in ambito universitario.   

a cura dell'Ufficio Stampa FNOMCeO