Salvo sorprese, il 2014 si profila come annus horribilis per gli specializzandi.

Con un emendamento in extremis, la legge di stabilità per l’anno accademico 2013-14 stanzia 30 milioni di euro che appunto il prossimo anno porterebbero al massimo 1200 contratti in più rispetto ai 2100-2300 consentiti dalle attuali disponibilità; e per l’anno accademico 2014-15 stanzia altri 50 milioni, mentre sul 2016 si attendono risorse dai risparmi che saranno ottenuti riducendo per decreto da aprile la durata di alcune specializzazioni, nonché dai Fondi europei obiettivi Convergenza e Competitività. Gli specializzandi non sono contenti.
L’Associazione italiana giovani medici-Sigm aveva chiesto da 70 a 100 milioni di euro nei tre anni accademici considerati per accogliere da 5 a 6000 specializzandi/anno, inclusi i tirocinanti di medicina generale, 15 milioni per 1000 aspiranti generalisti/anno e altri 1000 contratti per gli specializzandi non medici. Questi ultimi contratti erano “saltati” in un successivo emendamento che stanziava solo su 2015 e 2016 rispettivamente 75 e 70 milioni sui soli specializzandi medici e altri 25 sui non medici. Il problema è che su 7.300 laureati quest’anno c'è certezza di meno della metà dei posti disponibili. Il presidente Sigm Walter Mazzucco apprezza comunque lo sforzo fatto dal legislatore, «ma non è sufficiente. La formazione medica investe da vicino gli interessi e lo sviluppo di una società e questo andrebbe denunciato con forza da Fnomceo. Riconosco al presidente Bianco che la legge non dà alla deontologia professionale poteri per governare il nostro caso, ma bene sarebbe che gli ordini, anziché assumere -come talora hanno fatto- atteggiamenti competitivi verso l’università in tema di formazione, si unissero alle altre componenti della professione per lanciare un appello affinché quest’ultima in Italia abbia un futuro».

Mauro Miserendino

Doctor news - 19 dicembre 2013