Via Gattamelata, piazza Antenore, via Giustiniani e ora anche Schiavonia insorge la comunità medica. Simioni e Ferrara: nuovo centro, è un'emergenza

Una sanità d'eccellenza quella dello Iov, nota in tutt'Italia per l'altissimo livello delle sue équipe mediche, della ricerca, della diagnostica e delle cure praticate. Proprio per questo risulta ancora più stridente il contrasto con le strutture che ospitano l'Iress: non solo datate, ma totalmente insufficienti. Tanto da costringere l'istituto al frazionamento dei suoi uffici e ambulatori, disseminandoli dentro e fuori la città. Il problema si è riproposto con l'annuncio della costruzione del nuovo reparto di Radioterapia - quattro bunker - nell'ospedale monselicense di Schiavonia. Una bella notizia, sia chiaro, per l'istituto del commissario Domenico Mantoan e per la sanità padovana. Ma anche la dimostrazione di quanto grave sia] a carenza di spazi.

Quattro sedi. Così salgono a 4 le sedi Iov: quella centrale di via Gattamelata, quella appena allestita in piazza Antenore che ospita gli uffici amministrativi, la palazzina di Radioterapia in Azienda Ospedaliera e, appunto, i bunker di Schiavonia. Lo scorso anno, sempre per problemi di spazio, lo Iov ha perso il Registro dei Tumori migrato verso il Vicentino. E poi: la sede di via Gattamelata, in particolare il mercoledì giorno di terapie, diventa inadeguata ad accogliere centinaia di pazienti che arrivano da tutto il territorio; ma anche gli altri giorni, soprattutto al piano terra, le persone in attesa devono ammassarsi nei corridoi e le infermiere fanno possibile impossibile per rispondere a tutte le richieste. E i parcheggi? Quasi assenti. Il silos fa spesso il tutto esaurito e trovare un posto diventa un problema molto serio.

E' emergenza. «Quella dello Iov, così come quella dell'ospedale, è un'emergenza di strutture», spiega il presidente dell'Ordine dei Medici Paolo Simioni, «Padova rischia di implodere per carenze strutturali: i professionisti ci sono e sono preparatissimi, ma si cozza contro strutture che non sono al passo con lo sviluppo. Lo Iov, così come l'ospedale stanno risentendo di questa situazione». Simioni invoca una risposta della politica: «La sanità dovrà essere una delle priorità del nuovo governatore: serve un piano che indichi gli interventi da fare nel breve, medio e lungo termine. E si devono misurare gli obiettivi, altrimenti sivaverso il degrado».

Nuova sede, tre soluzioni. L'Ordine annuncia la presentazione di un decalogo di esigenze della sanità; la Scuola di Medicina lo ha già fatto e messo nero su bianco i dieci punti su cui i candidati governatori si sono impegnati. Nelle prime posizioni si trova proprio la sede Iov. «La costante periferizzazione è l'espressione più chiara della necessità di una nuova sede che riunisca la diagnostica, i trattamenti terapeutici e l'amministrazione», sottolinea il presidente della Scuola di Medicina Santo Davide Ferrara, «Lo Iov tiene in considerazione la rete oncologica dislocata in tutto il Veneto, ma deve avere la struttura centrale a Padova. L'attuale sede è del tutto insufficiente ed è dimostrato dal fatto che i quattro nuovi siti di radioterapia non potevano essere costruiti in città perché non c'era spazio.

L'alternativa a Schiavonia era un capannone in zona industriale: soluzione non adeguata per i pazienti. Serve dunque una sede nuova e le soluzioni possibili sono tre: struttura ospitata nel nuovo Policlinico, struttura nuova in nuova area, struttura nuova nell'area dell'attuale Policlinico quand'esso verrà spostato. L'insufficienza degli spazi si traduce in una migrazione dei pazienti verso altri siti, Aviano o la Lombardia».

Interrogazione in Regione. Un'interrogazione sulla delocalizzazione di Radioterapia a Schiavonia è stata presentata dal candidato Pd Piero Ruzzante in Regione: «Ci sarà un ulteriore depotenziamento dello Iov sia in termini di disagio per i pazienti e per gli operatori sanitari, sia per la ricerca».

Sabrina Tomè

il Mattino di Padova - 29 maggio 2015